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LA RIFORMA DEL SISTEMA SPAGNOLO DI ASSISTENZA: LA NUOVA LEGGE SPAGNOLA IN MATERIA DI ASSISTENZA A PERSONE DIPENDENTI O DISABILI

Pubblicato: 19 de marzo de 2025, 15:23
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LA RIFORMA DEL SISTEMA SPAGNOLO DI ASSISTENZA: LA NUOVA LEGGE SPAGNOLA IN MATERIA DI ASSISTENZA A PERSONE DIPENDENTI O DISABILI

Spagna e Italia affrontano sfide comuni in materia di assistenza sociale e sanitaria, come l'invecchiamento della popolazione e l'esodo rurale, che rendono difficile l'accesso alle cure e mettono in evidenza le fragilità strutturali dei sistemi vigenti. I due Paesi già collaborano attraverso programmi europei come INTERREG o il progetto ENI CBC Med, che promuovono la collaborazione nel settore dell'assistenza sociale e sanitaria in Europa. 

Con riferimento alla Spagna, sin dalla sua entrata in vigore nel 2007, il “Sitema per l’autonomia e l'assistenza alla Dipendenza” (SAAD, Sistema para la Autonomía y la Atención a la Dependecia) vigente nel paese, il cui obiettivo è promuovere l'autonomia personale e l'assistenza alle persone dipendenti attraverso servizi accreditati, ha affrontato varie difficoltà, legate alla mancanza di risorse finanziarie adeguate, ai lunghi tempi di attesa e alle disuguaglianze territoriali

Per cercare di far fronte alle pecche del sistema e migliorare l’assistenza verso anziani e disabili, lo scorso febbraio 2025 il Consiglio dei Ministri spagnolo ha approvato il nuovo Progetto di Legge sulla Dipendenza e Disabilità, con l'obiettivo di garantire che l'Amministrazione Generale dello Stato copra il 50% del costo totale del sistema. Questa riforma, che andrà a modificare la normativa spagnola vigente in materia (il Decreto Legislativo 1/2013, del 29 novembre, che regola i diritti delle persone con disabilità e la loro inclusione sociale, e la Legge 39/2006, del 14 dicembre, sulla promozione dell'autonomia personale e l'assistenza alle persone dipendenti), mira a correggere l'insufficienza finanziaria che ha limitato l'efficacia del SAAD, garantendo un sistema più equo e sostenibile per migliorare la copertura e la qualità dei servizi.


Ma perché è importante per gli italiani? 

La nuova legge spagnola sulla dipendenza e disabilità potrebbe avere implicazioni per gli stranieri che vivono o lavorano in Spagna, in particolare per l'accesso ai servizi di assistenza domiciliare e istituzionale. 

Sebbene la bozza della nuova Legge sulla Dipendenza in Spagna non specifichi disposizioni relative agli stranieri residenti nel Paese, il D.lgs. spagnolo n. 1/2013 (art. 4) e la L. 36/2006 (art. 5) prevedono già l’applicabilità della normativa in materia di dipendenza e disabilità agli stranieri residenti nel territorio. 

In particolare, le due leggi rimandano alla Legge spagnola n. 4/2000, che disciplina i diritti degli stranieri in Spagna e stabilisce, anzitutto, che gli stranieri iscritti al registro municipale hanno diritto all'assistenza sanitaria alle stesse condizioni dei cittadini spagnoli. Pertanto, gli stranieri residenti in Spagna possono beneficiare delle stesse prestazioni dei cittadini spagnoli, purché soddisfino i requisiti previsti. 

La nuova riforma del SAAD spagnolo mira a garantire un finanziamento più equilibrato e una maggiore copertura, ma esiste il rischio che i nuovi criteri di valutazione della dipendenza rendano il processo più burocratico. Gli stranieri potrebbero quindi incontrare maggiori ostacoli nell'ottenere aiuti a causa della scarsa conoscenza del sistema. 

In questo articolo analizzeremo i principali aspetti del progetto di legge, esaminando le nuove misure proposte e le sfide che potrebbero sorgere nell’attuazione della riforma. 

 
IL SISTEMA DI ASSISTENZA ALLA DIPENDENZA IN SPAGNA: PRINCIPALI SFIDE 

Il riconoscimento del diritto all'autonomia personale e all'assistenza per gli adulti dipendenti in Spagna si è consolidato con l'adozione della Legge 39/2006, che ha istituito un modello di cofinanziamento tra lo Stato spagnolo e le Comunità Autonome (enti territoriali equiparabili alle regioni italiane). Tuttavia, l'Amministrazione Generale dello Stato non ha mai rispettato il suo impegno di fornire il 50% dei fondi, contribuendo con percentuali significativamente inferiori. 

Nel corso degli anni, sono state identificate diverse carenze che hanno limitato l'efficacia del sistema di assistenza agli anziani dipendenti o alle persone disabili: 

  • disuguaglianze territoriali: le Comunità Autonome hanno sostenuto un onere finanziario sproporzionato, generando disparità nella qualità e accessibilità dei servizi;

  • mancanza di una previsione di bilancio stabile: l'incertezza sul finanziamento impedisce una pianificazione a lungo termine;

  • sostenibilità finanziaria compromessa: il sovraindebitamento regionale mette a rischio la continuità del sistema.


A questo proposito, la stessa Proposta di legge evidenzia la persistenza di diversi problemi che ostacolano un'assistenza adeguata alle persone non autosufficienti, tra cui: 

  • finanziamento insufficiente: in alcuni casi, lo Stato ha contribuito solo per il 14,8% del costo totale del sistema, determinando un’eccessiva dipendenza dai bilanci delle comunità autonome;

  • difficoltà di coordinamento interamministrativo: l'assenza di meccanismi di monitoraggio efficaci ha reso difficile l'attuazione di politiche efficienti, causando sovrapposizioni e carenze nell'assistenza.

 

PRINCIPALI MISURE INTRODOTTE DALLA PROPOSTA DI LEGGE SPAGNOLA 

Per risolvere queste problematiche, la proposta di riforma introduce una serie di modifiche volte a garantire la stabilità e l'equità del finanziamento del SAAD. Tra le principali vi sono: 

          1. Il rafforzamento dell'impegno finanziario dello Stato

  • secondo il nuovo art.9 della Legge spagnola 39/2006, l'Amministrazione Generale dello Stato finanzierà il 50% del livello minimo di protezione garantito;  

  • l'inclusione di un nuovo paragrafo che impone allo Stato di contribuire con almeno il 50% del costo totale dei servizi e delle prestazioni, eliminando l'incertezza circa la sostenibilità del sistema.


          2. Miglioramento del meccanismo di monitoraggio e controllo

  • creazione di un sistema di monitoraggio per valutare il rispetto degli impegni finanziari;
  • trasparenza nella destinazione e nell'uso delle risorse.


          3. Chiarificazione delle competenze delle amministrazioni pubbliche

  • riforma dell’art.32 della Legge 39/2006 per specificare il nuovo sistema di finanziamento al 50% tra Stato e Comunità Autonome;

  • l'istituzione di accordi tra l'Amministrazione Generale dello Stato e le Comunità Autonome per definire i criteri di distribuzione delle risorse basati sulla popolazione dipendente e sulle necessità territoriali.

 

LE PRINCIPALI MODIFICHE DELLA LEGGE 39/2006 E DEL D.LGS. 1/2013


          a) La proposta di riforma della Legge 39/2006 relativa alla dipendenza

Le modifiche proposte alla Legge 39/2006 mirano a due obiettivi principali:

  1. sopprimere il regime di incompatibilità delle prestazioni del Sistema di Autonomia e Assistenza alla Dipendenza;

  2. eliminare il periodo massimo di sospensione di due anni che si applica alle prestazioni economiche di assistenza in ambito familiare, con l'obiettivo di proteggere i diritti e prevenire che vengano ridotti in futuro.


A tal fine, il nuovo progetto di legge prevede:

  • l'eliminazione delle incompatibilità delle prestazioni: una persona dipendente potrà ricevere contemporaneamente diversi tipi di assistenza, combinando, ad esempio, il supporto domiciliare e l'assistenza in un centro diurno (possibilità già esistente in alcune regioni spagnole);

  • l'ampliamento del sistema di assistenza domiciliare: i prestatori di cure potranno accompagnare le persone dipendenti a consulti medici e ad altre attività fuori casa;

  • la promozione del cohousing: saranno promossi modelli di condivisione degli spazi abitativi e saranno stanziati fondi per migliorare l'accessibilità negli spazi pubblici;

  • l'estensione dei beneficiari delle prestazioni alla sfera relazionale: le persone che non hanno familiari prossimi potranno essere aiutate dai propri vicini e/o amici;

  • l'introduzione di un servizio di prestito di prodotti come dispositivi per camminare, apparecchi acustici o sedie a rotelle.


          b) Modifica della normativa sulla disabilità (D.Lgs. 1/2013) 

La modifica del Decreto Legislativo spagnolo 1/2013, che regola i diritti delle persone con disabilità e la loro inclusione sociale, rappresenta un'evoluzione normativa del nuovo articolo 49 della Costituzione spagnola, che è stato riformato per garantire più diritti e dignità alle persone con disabilità. Questo articolo stabilisce che le persone con disabilità esercitano i loro diritti in condizioni di libertà e pari opportunità reali ed effettive, e che le pubbliche amministrazioni devono promuovere politiche che garantiscano la piena autonomia personale e l'inclusione sociale delle persone con disabilità, in ambienti universalmente accessibili

In base a quanto sopra, la proposta di legge spagnola prevede:

  • il divieto di discriminazione in materia di assicurazioni: le compagnie di assicurazione sulla vita e sulla salute non potranno rifiutare la copertura per le persone con disabilità;

  • il diritto all'assistenza telefonica e al monitoraggio dei sistemi di intelligenza artificiale per un sistema più efficiente e non discriminatorio;

  • attenzione alla situazione delle donne con disabilità e alla necessità di garantire la loro salute sessuale e riproduttiva;

  • la protezione dei bambini con disabilità, sottolineando l'importanza dei servizi di assistenza precoce per supportare il loro sviluppo.

 

I BENEFICI E LE SFIDE DELLA NUOVA PROPOSTA DI LEGGE SPAGNOLA 


          1. I benefici attesi

Le nuove misure sono finalizzate a garantire prestazioni più efficaci ed equitative, assicurando:

  • una maggiore garanzia di accesso a servizi di qualità per le persone dipendenti e con disabilità, evitando ritardi nelle cure;  

  • la riduzione delle disparità territoriali, garantendo che tutti i cittadini abbiano accesso agli stessi diritti, indipendentemente dalla loro residenza;

  • una migliore pianificazione finanziaria a lungo termine, che consentirà alle amministrazioni di sviluppare strategie più efficaci;

  • la riduzione delle liste di attesa per l'assistenza agli anziani e ai disabili, migliorando la qualità della loro vita e riducendo l'impatto della dipendenza sulle famiglie;  

  • la fine del periodo di carenza: le persone avranno diritto a ricevere le prestazioni dalla data di approvazione della richiesta o trascorsi 6 mesi dalla presentazione della richiesta.


          2. Le sfide da superare

L'applicazione di questa riforma non è esente da difficoltà. Tra le principali sfide vi sono:

  • la necessità di un bilancio adeguato per garantire che i fondi siano sufficienti e arrivino in tempo;

  • una coordinazione efficace tra lo Stato e le Comunità Autonome per evitare sovrapposizioni o lacune nella fornitura dei servizi;

  • la valutazione costante dell'impatto delle misure, con revisioni periodiche per garantire il raggiungimento degli obiettivi.

 

 

La riforma del SAAD spagnolo rappresenta un passo significativo nella protezione e nell'assistenza degli adulti dipendenti, garantendo una maggiore equità nella distribuzione delle risorse e un miglioramento sostanziale della qualità dei servizi offerti dal paese. Tuttavia, la sua attuazione pone sfide importanti, dalla necessità di garantire un finanziamento sufficiente e stabile alla coordinazione efficace tra le amministrazioni. 

Il rapporto tra Italia e Spagna è stretto in questo ambito, e i progressi di un Paese potrebbero indurre l'altro ad adottare misure simili per migliorare il proprio sistema. La protezione dei più vulnerabili è una necessità fondamentale ed è uno dei pilastri dell'Unione Europea nella tutela dei diritti di ciascuno e nella lotta alle discriminazioni. 

La proposta di legge spagnola non è ancora stata approvata in via definitiva, sebbene la sua bozza sia stata approvata l'11 febbraio 2025. L'ultima fase sarà cruciale per determinare la reale portata delle misure proposte e la loro sostenibilità a lungo termine. 

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